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May 22 AllergiaCi sono probabilmente persone allergiche all'amore e lei era una di queste.Ma come è possibile essere allergici all'amore?
E quali sono i sintomi,l'orticaria dopo un bacio?O più probabilmente voglia di scappare davanti al quotidiano,vertigine al
secondo spazzolino in bagno...forse,come succede nelle allergie,la cura migliore è quella omeopatica:un milligrammo
di amore ogni giorno. May 13 Amore e FolliaLa Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?'. 'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità. 'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare'. Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. '1,2,3. - la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove. 'CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.' La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: 'Dov'è l'Amore?'. Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L'Amore accettò le scuse. Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.
La fine quando giunge, come si sa, come si fa e come finisce… poco importa.
Niente di più comune di una storia d’amore infelice. L’amore finisce, l’amore di un uomo e come neve al sole, non dura lungo anche se c’è amore. Lei non poteva abbandonarlo mai, precedeva forse la fine. Sembra difficile lasciare chi non si possiede. Nulla di più falso. Lasciarla è facilissimo, basta non telefonarle. Si ritira educatamente e non procura ulteriori fastidi. Cercava di capire. Soffriva. «Per pudore non posso fare la fine dell’eroina romantica» – si diceva – mentre, si avviava a dissolversi nel dolore. Pioveva e lei piangeva, non era più viva. Nessuno riusciva a salvarla. Solo le ore passate insieme a quell’uomo avevano senso, il resto le interessava poco o nulla. Smarrita, senza speranza di carezze. Vuoto. Vacuo. Solitudine a braccetto col silenzio. Dormiva poco, mangiava male. Non voleva consolazioni o sostituti, nulla! Desiderava sprofondare nel malessere e non dimenticare, o stordirsi. Era lucida per soffrire. La solitudine le è congeniale, la mancanza d’amore no. (c) Vessela Lulova Tzalova giornalista e scrittrice |
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